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PLANTARI ORTOPEDICI

PLANTARI OSRTOPEDICI & POSTUROLOGIA

PLANTARI OSRTOPEDICI & POSTUROLOGIA - OSTEOPATIA TORINO

“Coloro che si limitano a studiare e a trattare gli effetti della malattia sono come persone che si immaginano di poter mandare via l’inverno spazzando la neve sulla soglia della loro porta. Non è la neve che causa l’inverno, ma l’inverno che causa la neve”. 

Theophrastus Paracelsus (1493 – 1541)

        

 

 

Qualora il Paziente a seguito di Problematiche di natura "Ascendente" necessiti di Ortesi Plantari, il Dottor DANTE DONATO in qualità di Posturologo dopo un'Attenta Valutazione Posturale, Globale e Osteopatica con l'ausilio di validissimi Collaboratori quali Podologi e Tecnici Ortopedici  potrà consigliargli quelli a Lui più appropriati e congeniali tenendo in considerazione punti importanti come :

  • Età
  • Sesso
  • Professione
  • e se il Paziente la svolge Attività Sportiva 

  

Tipologie e Utilizzi:

 

Il plantare è uno dei presidi ortopedici maggiormente usato, in tutte le fasce d’età. L’introduzione di sussidi tecnologici, quali le analisi computerizzare della statica e della dinamica della locomozione, hanno portato un contributo importante del campo applicativo dei plantari ortopedici, tuttavia l’attenta valutazione clinica del medico ortopedico,in collaborazione con il tecnico ortopedico, ha un peso prevalente nell’indicazione e nella realizzazione del plantare.

 

Il Plantare Ortopedico nell’età Pediatrica:

 

           

Nell’età pediatrica, l’aspetto più frequente della patologia che prevede l’utilizzo di plantari ortopedici è sicuramente quello del piede piatto-valgo.

Al piattismo dell’arcata, si associa il valgismo del retropiede, realizzando la sindrome pronatoria.

Il “piede piatto”nell’infanzia può essere di gradi diversi. Da valori minimi, per i quali sono consigliati esercizi di ginnastica cavizzante e controlli periodici per valutare l’evoluzione si può arrivare, al lato opposto della scala, alla necessità di intervenire sullo scheletro chirurgicamente, in modo particolare sul retropiede per correggere i rapporti fra astragalo e calcagno vera chiave di volta del problema.

Fra i due estremi, si colloca la maggior parti dei casi caratterizzati da un piatto-valgismo di grado medio,diffuso in entrambi i sessi,naturalmente peggiorato dall’incremento ponderale, nei quali trova indicazione elettiva l’uso dei plantari che, data l’età, ha anche una funzione correttiva, dinamica non puramente statica.

Il plantare ortopedico ha in questi casi il compito di correggere il valgismo del retropiede ed il varismo dell’avampiede.

Naturalmente ad un plantare che abbia simili caratteristiche va aggiunta la protezione del calcagno che una calzatura troppo debole, nella parte posteriore, lascerebbe in balia dello scivolamento in valgo.

Naturalmente e ciò vale come criterio generale l’uso del materiale deve essere molto accurato poiché l’eccessiva debolezza ne diminuirebbe l’azione, ma un eccesso opposto sarebbe mal tollerato con il rischio di scarso utilizzo.

 

Il Plantare Ortopedico nell’età Adulta:

             

 

Superata l’età in cui il plantare ha un’azione modellante, dinamica, quando si è alle prese con un piede piatto dell’adulto, costituzionale od acquisito, il plantare ortopedico ha lo scopo di sostenere l’arcata plantare.

Gli sforzi vanno concentrati sul mesopiede.

L’entità dello spessore del sostegno ed il materiale di costruzione sono affidati alla sensibilità ed alla competenza del tecnico ortopedico.

Questo tipo di patologia, molto fastidiosa per la sintomatologia dolorosa conseguente a livello non solo del piede ma anche della gamba, è molto frequente con particolare incidenza nei lavoratori costretti alla stazione eretta statica, prolungata.

 

Metatarsalgie:

                 

 

Un’applicazione molto frequente di plantari viene richiesto per le patologie dell’avampiede, spesso volgarmente classificate come caduta del metatarso.

Tale termine improprio racchiude in realtà, più correttamente, il vasto capitolo delle metatarsalgie anteriori.

L’appoggio sull’arco anteriore, trasverso è fisiologico,ma in numerose situazioni la pressione su questa zona del piede viene aumentata per motivi svariati.

Anzitutto l’uso di calzature dotate di tacco molto alto, condizionano un atteggiamento in equinismo del piede con il conseguente aumento dello scarico anteriore.

Anche il piede cavo è caratterizzato da un sovraccarico anteriore.

Oltre a tali infiammazioni di tipo meccanico, vi sono patologie di tipo infiammatorio che interessano le membrane sinoviali articolari e causano gonfiore e dolore.

L’applicazioni di ortesi plantari per lo scarico delle teste metatarsali è in questo caso di fondamentale importanza terapeutica, naturalmente precedute da un attento esame obiettivo. Spesso basta osservare la cute del piede per riscontrare zone di ipercheratosi dove il carico è più concentrato. Una radiografia dorso-plantare in carico viene fatta allo scopo di valutare la lunghezza dei singoli metatarsali.

Una barra retrocapitata permette di alleviare il dolore.

In merito al tipo di materiale e ad altri accorgimenti da adottare, ritorneremo nelle conclusioni dell’articolo.

 

Altre Patologie:

    

 

Esistono poi numerosi esiti di traumi del piede che possono richiedere l’applicazione di ortesi.

Tipico esempio di tale gruppo sono gli esiti delle fratture del calcagno, traumi per caduta dall’alto che, anche se correttamente operati, prevedono una lunga rieducazione.

E’ frequente l’esito in piattismo plantare che richiede un’ortesi di sostegno della volta.

L’uso di plantari, destinati al retropiede, in caso di fibrosite plantare posteriore,spesso sostenuta dalla cosiddetta spina calcaneale, non sempre sono utili nelle fasi acute, ma, al contrario, nei soggetti predisposti a tale patologia, spesso recidivante, possono essere utili come prevenzione delle ricadute.

L’adozione di plantari per la correzione di eventuali eterometrie degli arti o in caso di scoliosi costituiscono un capitolo a parte, essendo indipendenti, nella maggior parte dei casi, da patologie del piede.

Vanno adoperati dopo attento studio clinico e radiografico(telerachide più bacino in stazione eretta nella sola proiezione antero posteriore) e devono essere all’altezza prescritta a livello del retropiede per poi andare “a morire” anteriormente, allo scopo di evitare l’instabilità dell’ortesi.

Capitolo a parte è il vasto campo della calzatura adoperata per la pratica sportiva, in particolare per il jogging.

Al di là della presenza in commercio di calzature dedicate al corridore, una valutazione del tecnico ortopedico, potrebbe permettere di adottare quegli accorgimenti che consentano di evitare le patologie, cutanee ed articolari, legate all’uso di calzature incongrue per il soggetto che le calza.

 

Conclusioni

  

 

Alcune considerazioni conclusive: l’adozione di un plantare è operazione delicata che deve essere preceduta da una attenta valutazione da parte dello specialista e da parte del tecnico ortopedico.

E’ sconsigliabile l’applicazione del plantare ortopedico, in una fase acuta di qualsivovoglia patologia. Meglio prima eliminare il dolore.

I controlli sono importanti. Il paziente va invitato a collaborare per potere controllare la tolleranza, l’evoluzione e consentire quindi una continuità di trattamento.

Un plantare che inizialmente dia problemi può essere corretto.

Acquistare un plantare per farne un uso iniziale e poi desistere dall’uso è operazione inutile.

POSTUROLOGIA

Causa Ascendente :

 

Un cattivo appoggio plantare può provocare cefalea o lombalgia.

 

Causa Discendente :

 

1. Labirintite o disturbo uditivo

2. Strabismo oculare

3. Malocclusione dentale

Una labirintite/disturbo uditivo oppure uno strabismo oculare una malocclusione dentale possono causare problemi di postura.

       

 

 

Cause Miste :

 

Diverse patologie presentano una concomitanza di meccanismi ascendenti e discendenti.

 


 

 

Conseguenze dei piedi valghi sugli arti inferiori :

Talo valgo

 

Rotazione interna degli assi tibiali e femorali

Tendenza al ginocchio valgo

Disassamento interno delle rotule

Tendenza al flexum

 

 

 

Conseguenze dei piedi vari sugli arti inferiori :  

 

Talo varo

Rotazione esterna degli assi tibiali e femorali

Tendenza al ginocchio varo

Squilibrio esterno delle rotule

Tendenza al recurvato

 

 

 

 

 

 

 

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